Santuario del Carmine - "Pro Loco Montefalcone"
19.jpg
La vita del Santuario ebbe inizio nel 1604, per iniziativa personale di un devoto, Giacomo Zillante, di S. Giorgio la Molara (BN) il quale, fidando unicamente sulla propria fede e devozione, con le offerte, che andava elemosinando nel paese e nel circondario, diede avvio, a poca distanza dal centro abitato, a ridosso di una collinetta, alla costruzione di una Cappella, dove si sarebbe potuto venerare la Vergine del Carmelo.
Le difficoltà non arrestarono nel tempo l'opera, che voleva essere omaggio umile ed ispirato alla Vergine che, materna, rendeva "suo" questo centro di devozione.
L'elemento costante di questa costruzione diviene un progredire sacrificato ma continuo, fatto di impegno comunitario di tutta la popolazione residente e degli emigranti, per cui la piccola Cappella s'ingrandisce a mano a mano che viene appianata la collina retrostante.

Elementi strutturali ed architettonici

 


Particolare interno del SantuarioL'abside, il pavimento del presbiterio, la balaustra furono realizzati negli anni 1958-1961 con cantiere di lavoro del Ministero del Lavoro, con offerte dei fedeli e con residui delle feste del Carmine, per interessamento del rettore d. Donato Minelli, della Superiora generale delle Suore sr. Luigina Mariano e con la collaborazione della Curia Vescovile di Ariano Irpino.

I lavori furono ripresi nel 1966 e completati nel 1968, quando il vescovo Mons. Pasquale Venezia, accoliendo le istanze del rettore, dei sacerdoti del paese e delle Suore, dichiarava il tempio "Santuario Mariano Diocesano".

Facciata del SantuarioLa struttura attuale è il risultato dei lavori di consolidamento e restauro finanziati dal Provveditorato OO.PP. di Napoli con i benefici della legge per il terremoto del 1962, eseguiti dall'Impresa Pasqualino Lucarelli e Biagino Tudisco, nel 1972, su progetto dell'Arch. Fedele Scocca e del Geom. Francesco Ciarmoli di Benevento. La demolizione della volta e la sopraelevazione del tetto furono suggerite dalla necessità di avere la luce diretta.

Nel 1983, progettista e direttore dei lavori l'Arch. Vittorio Berruti di Benevento, Impresa Gregorio Pacifico di Benevento, furono eseguiti lavori di consolidamento nelle fondazioni, fu rifatto il pavimento del vano della chiesa, l'impianto di riscaldamento e la sistemazione del presbiterio.

Il Santuario si presenta, così, come un tempio tranquillo, fatto per un colloquio di anime ed elevazione dello spirito. E' il cuore della storia religiosa del paese. E' una testimonianza di fede, di devozione e gratitudine alla Madonna, come dimostrano i quadri e gli ex voto, collocati nell'attigua Sala del pellegrino. la popolazione, e non solo quella residente in paese, animata da profonda sensibilità religiosa, ha scelto questo Santuario come proprio centro spirituale.

La statua e le immagini

 


Statua della Madonna del CarmineL'immagine su tela della Vergine, cui si fa cenno nelle relazioni delle visite pastorali dei vescovi della diocesi, nel sec. XVII, verso la metà del 1700, come si legge nelle relazioni delle visite pastorali di quegli anni, fu sostituita dalla statua lignea policroma, opera, forse, di scultori della famiglia D'Onofrio di Montefalcone, nei caratteri stilistici della statuaria sacra napoletana. Incantevole per bellezza, maestosa e solenne, dal viso dolce e sorridente, dagli occhi splendenti, che ti seguono ovunque. La Madonna regge sul braccio sinistro la meravigliosa statua del Bambino, mentre sostiene nella mano destra l'Abitino e boccioli di rose.

Di bella fattura sono le vetrate istoriate: la consegna dello Scapolare a S. Simone Stock', nel rosone della facciata, donata da Gennarino Casillo, residente a Detroit, Mich.; le immagini, alle finestre del presbiterio: S. Teresa d'Avila, dono delle gemelle Sandra e Annarita Minelli di Napoli; S. Giovanni della Croce, offerta di Louis Schiavino di S. Paul, Minn., opera della Ditta Mellini di Firenze.

Paricolare interno del SantuarioLe vetrate delle porte d'ingresso e del presbiterio sono state offerte da Rosetta Gizzi di Montefalcone, opera della Ditta Walter e Gerardo Giorgione di Ariano Irpino.

La statua di S. Teresa di Gesù Bambino, qui collocata nel 1997 a ricordo della proclamazione della santa a dottore della Chiesa.

Gli Angeli di marmo bianco (del 1600), che reggono la mensa dell'altare, ornavano l'altare maggiore della chiesa di S. Maria prima del terremoto del 1962.

Gli Angeli di legno, a lato della nicchia, furono donati da Ermelinda Bassi.

La Via Crucis, il Tabernacolo e il Trono della Madonna in mosaico, sono stati realizzati nel corso dei lavori di rstauro nel 1967, con le offerte dei sacerdoti e dei fedeli, dalla Ditta Mellini di Firenze.

I banchi sono stati donati dall'Istituto Finanziario Molisannio s.p.a., nel 2003, I Centenario dell'Inconorazione. Costruiti dalla Ditta Templum Artis di Dentecane.
Nel medesimo anno è stato realizzato il leggio, vicino la balaustra.

Le vetrate istoriate della cupola, che sormonta il presbiterio, con i simboli dei sacramenti, sono state offerte dal nostro concittadino Leonardo Ciarmoli e famiglia, residente in Venezuela, a ricordo del IV Centenario del Santuario. Ditta fornitrice: Vetrate artistiche fiorentine di Firenze.

 

 

Le decorazioni

 


Particolare vetrate del SantuarioL'arte accompagna la preghiera e facilita l'elevazione della mente a Dio, il Bello per eccellenza, anzi la Bellezza stessa, e le espressioni d'arte musiva, pittorica e scultorea che si ammirano nel Santuario, pur nella loro semplicità, creano l'ambiente adatto per il pellegrino, che può stabilire un colloquio intimo con Dio, in comunione con Maria.

Nel mese di maggio e giugno 2000, a ricordo dell'Anno Santo, il rettore del Santuario, la Superiora generale e il Consiglio generalizio delle Suore hanno curato, con il contributo del Comitato festa, di Alessandro Paradiso e dei fedeli, la tinteggiatura e decorazione dell'interno del Santuario. La sistemazione della Via Crucis si deve ad un gruppo di giovani di Montefalcone, guidati dal prof. Dino D'Alessio.

Particolare del Santuario del CarmineIl Tabernacolo e il Trono della Madonna hanno acquistato maestà e splendore con la ricopertura di oro in foglia applicata a mano del catino absidale, grazie all'opera dell'artista, scultore e pittore fr. Serafino Melchionne, carmelitano, di Roma, aiutato da Arcangelo Ianzito e Antonello Zampella.

La sequenza dei Simboli, eseguiti con colori a tempera all'uovo, tenui e delicati, sugli archi, lungo i muri perimetrali, opera dello stesso fr. Serafino, è come un libro aperto in cui tutti possono leggere: è un percorso dal visibile all'invisibile, per rendere percepibili spiritualmente la presenza della Madonna nel piano della salvezza e nella Chiesa, i suoi privilegi ed attributi. Le frasi lapidarie nei singoli pannelli e le sintetiche didascalie ne rendono ancora più facile la comprensione.

Queste immagini, come pure il simbolo dello Spirito Santo sovrastante la nicchia della Madonna, ed i simboli eucaristici nel presbiterio, vogliono ricordarci le devozioni essenziali, che si coltivano nel Santuario e suscitare la preghiera, che diventa incontro dell'uomo con la SS. Trinità e con la Vergine Santissima.

Particolare altareLa corona, in bronzo e ottone, costruita dalla Ditta Scotti di Napoli, fu posta sulla nicchia nel 1978, a ricordo del 75° dell'Inconorazione. La corona astile, a lato dell'altare, ricorda l'Anno Santo 1983.

Le corone di metallo dorato sulla testa del Bambino e della Madonna sono state offerte dalla famiglia Carmine Minelli, residente a Brugherio, luglio 2003

 

La Casa del Pellegrino

 

Particolare esterno del SantuarioA lato del Santuario, nell'Anno Santo 2000, sono stati ristrutturati i locali ed è stata allestita la Sala dove sono esposti gli ex voto ed alcuni oggetti di El Salvador, Centro America, ed è luogo confortevole per il ristoro dei pellegrini.

Gli ex voto attirano l'attenzione dei visitatori attratti dalla semplicità e dall'immediatezza del linguaggio visivo. Attestano un ringraziamento ed una lode alla Madonna e ai santi per lo scampato pericolo. Il loro valore non è legato solo all'arte, ma soprattutto alla religiosità popolare del contesto storico ed ambientale in cui si sono verificati i fatti miracolosi.

L'adiacente pineta, opportunamente coltivata dagli operai della Forestale, per iniziativa dell'Amministrazione Comunale, domina la valle del Fortore ed offre spazio per un tranquillo riposo.


(Fonte Santuario del Carmine)