POETI MONTEFALCONESI - "Pro Loco Montefalcone"

MONTEFALCONE di Vittorio D'Alessio

La morte ha rubato alle strade
le grida dei bambini.
Celata nelle case,
regala nostalgia ai vecchi
consumati di tristezza.
In due si lavora meglio:
morte,gioco con te.
Per ogni uomo
che tu vuoi
isserò sul tetto
una croce.
Pitturerò
di bianco le mura;
accenderò dei ceri
e se ne avrò voglia
pregherò.
Di questo paese
ne faremo un cimitero
bianco come l'ignoto.
Ma prima di lasciarti
ti farò giustizia.
Verrai con me
e grideremo forte 
che quelle tombe
sono case di emigrati
e che non sei stata tu
a finire un paese,
ma la fame.
 

MONTEFALCONE di Eugenio Lucarelli

MONTEFALCONE
 La fame
 ha fatto il giro delle strade
 rastrellato i quartieri
abbattuto
 la strenua resistenza
della speranza
 
 minuziosa
 come un orologiaio
ha attaccato
ad ogni portone
un cartello recante la scritta
beffarda
 si vende !!
 
Il resto l'hanno fatto
 la morte e i biechi governanti....
 
Rimaniamo solo noi
 fantasmi disillusi
 a vegliare sui comignoli
ormai croci
su un cimitero di tetti.

VIA FONTANA di Eugenio Lucarelli

 I pensieri
ricamano il tempo
 da una finestra che affaccia
sui ricordi.
 
E' polvere d'asfalto
ciò che ora sporca
i sogni dimenticati al sole.
 
Mentre per strada
si dispongono
si frappongono
si spintonano
i necrologi....
E' una lotta intestina la loro !
Un ridondante
instancabile
assiduo moto perpetuo...
l'unico percepibile
in questo fermo-immagine
che dura da tempo.

LE STAGIONI DI MONTEFALCONE di Bianca Toriello

Oh! mio caro Montefalcone
tu sei sempre nel mio cuore
tu per me sei il primo amore
che non muore.
Sei dolce a prima sera
sei mite a primavera
sei bello come un fiore
che non muore.
D'estate sei ridente
contento della tua gente
e per i turisti sei
molto accogliente.
Mentre in autunno ti vesti
starno,dal giallo ocra
al rosso melograno,
dal verde bosco,
al marrone sottobosco,
profumi di mosto
e ti ubriaco tosto
ma nonostante ciò
son sempre innamorata ancor.
Poi d'inverno
ti tuffi nel bianco
tutto ammantato,
tutto d'incanto.
Ti guardo, sei sempre
nel mio cuor
non ti scordar di me amor.
E intanto arriva la bella
stagione,
sveglia!
Svegliati Montefalcone,
cantami con il tuo 
folklore una nuova bella canzone.

GENTE DELLA VALFORTORE di Pio Del Gaudio

Quando al mattino volgo l'occhio a valle,
e il sol s'annunzia col suo primo albore,
scorgo persone vigorose e snelle,
con falce in pugno, con nel cuore un fiore.

E' l'umil gente della Val Fortore,
modesta terra che Roma non vede,
povera,mite, con la fede in cuore,
semplice, onesta nel lavoro crede.

Un ferro antico sulle curve spalle,
un panno bianco con del pane duro,
pensosa, nutre, discendendo a valle
una speranza d'un buon dì futuro.

Parte cercando una sicura vita,
il giovan deluso i confini passa,
timori e speme alla Madonna addita,
chè riveder Montefalcone possa.

E quando l'ombre annunziano la sera,
un dì è passato! Esclama felice.
Vola la mente alla lontana dimora,
lesue dolci pene al Carmelo dice.

Sia da Parigi,Bema o da Berlino,
va col pensiero al trono di Maria,
forte nel cuore chiude l'Appennino,
il gaudio sogna per l'antica via.

LUGLIO A MONTEFALCONE di Saverio Martino

Ritorni
lungamenti attesi,
voccii di gioia
per le strade,
nelle case,
al mercato.

Esplode
il senso dell'amicizia,
dell'ospitalità,
del ritrovarsi
che dà tono
e senso alla vita.

E' il palpito del cuore
che ritrova
le antiche pulsioni
cariche di generosità
condivisione,
calore umano.

L'intenso profumo
degli antichi sapori
per le strade
e nei vicoli.

La visita al Carmine
ad aprire il cuore
alla Mamma Celeste
per ritrovare
pace,
fiducia,
speranza.

E poi la festa,
la processione della vigilia
che prende il cuore
arricchendo
le stagioni della vita.