Il nostro folclore - "Pro Loco Montefalcone"

Il primo gruppo folcloristico

Il primo gruppo folcloristico
Il nostro gruppo iniziò la sua attività partecipando al primo raduno folcloristico di Telese nel 1932 in occasione della visita del Principe Umberto di Savoia alle terme di quella cittadina, durante le manovre militari svoltesi nell'Irpinia.
All'epoca a Montefalcone, il costume era ancora portato da molte donne, le più anziane; le giovani e spesso anche i giovani indossavano il costume a Carnevale per le mascherate.
Animatore per la partecipazione al raduno di Telese fu il Segretario del tempo Franco Fiumanò, ex ufficiale dell'esercito; guidò il gruppo, che si componeva di una quindicina di coppie, il Prof. Antonio ZEPPA (vedi foto).Ci distinguemmo perchè unico gruppo misto di uomini e donne e per la vivacità tanto da meritare singolare apprezzamento dal Principe che sostò vicino al nostro gruppo.
A seguito del successo ottenuto a Telese , il su  Prof. Zeppa entusiasmò altri giovani e preparò canti e balli popolari per figurare sempre meglio nelle successive manifestazioni: quell'anno stesso il gruppo partecipò all'Autunno Sannita Beneventano, sempre distinguendosi per la caratteristica del costume e per la vivacità dei componenti.
Prima della Guerra 1940/45, la maggior parte dei paesi della provincia organizzava il suo gruppo per la festa del capoluogo e,all'epoca,vi partecipavano anche i paesi della zona alifana che, con la soppressione della provincia di Caserta,erano stati aggregati a quella di Benevento.
Dopo la Guerra l'attività del gruppo focloristico si fece più intensa e la partecipazione ai raduni e gli inviti alle manifestaioni furono tanti.
Annualmente si faceva la gita a Roma, specie in occasione delle celbrazioni Aclistiche. Nel 10° anno della fondazione dell'ACLI (1956) il gruppo di Montefalcone ebbe l'ambito onore di portare la corona delle ACLI sull'Altare della Patria. In occasione della visita ufficiale dell'On. Maria Iervolino, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, fu il gruppo ad animare la manifestazione sul Municipio con appropriata cerimonia, offri all'illustre ospite una pagnotta di pane,il sale nella zucca e l'olio in un corno, generi di alimento che i nostri pastori ricevevano col salario . Tale gesto, illustrato all'ospite, suscitò la commozione del Sottosegretario. Più volte il gruppo veniva chiamato a Benevento in occasioni di festività: al Rione Libertà per la festa del Corpus Domini gareggiò con un gruppo alsaziano e durante la festa delle Grazie il gruppo si esibì durante la serata.

Dal compianto Vittorio D'Alessio al Prof. Michele Lucarelli

Dal compianto Vittorio D'Alessio al Prof. Michele ...
I gruppi continuavano a sciogliersi e, fortunatamente, a rifondarsi: quando " i ragazzi anziani" abbandonavano Montefalcone in cerca di lavori ,nuovi elementi si riunivano per non disperdere il prezioso patrimonio di poesia e canti popolari custoditi nella tradizione orale dai nostri vecchi. Per identificare  i gruppi che si formavano ci serviamo del nome dei loro conduttori.
A riprendere la tradizione del gruppo folk fu prima il dott. Paolo MASCOLI e poi il compianto Vittorio D'ALESSIO (vedi foto). Questo gruppo ebbe il merito di iniziare una prima ricerca di canti popolari. Fu poi la volta del prof. Michele LUCARELLI: questo gruppo continuò la ricerca sulla nostra tradizione orale e adattò qualche testo alla nuova musicalità; partecipò alla manifestazione dell'Anno Santo del 1975 oltre a portare la voce di Montefalcone nei paesi limitrofi

Primo Gruppo folk scolastico

Primo Gruppo folk scolastico
Quando questo gruppo si esaurì fu la Scuola Elementare, con i bambini di 4^ e 5^ del 1980 a riprendere il testimone partecipando alla "III Rassegna di musica, canti e danze popolari di Barletta". Il gruppo animato dal compianto prof. Bruno PAOLETTI, vinse il primo Premio.

Il gruppo della "Pro Loco Montefalcone"

Il gruppo della "Pro Loco Montefalcone"

Fu poi la volta di Giuliano LUCARELLI a tenere il gruppo in attività per ben 15 anni.Fra l'altro ,questo gruppo partecipò a Napoli alle manifestazioni dell'Unicef, alla Rassegna Folcloristica Internazionale di Mirabella Eclano (AV), fu l'unico gruppo folcloristico presente a Benevento in occasione della visita del Santo Padre Giovanni Paolo II in quella città. Tra le sue file si esibiva come musicista accompagnatore, il Maestro Alterisio PAOLETTI, ora affermato maestro e compositore di musica classica e leggera.
 Commoventi e toccanti furono, poi, gli incontri e gli spettacoli delle trasferte a Carugate (1989) e ad Horgen (1990) in Svizzera.
(foto spettacolo Mostra d'Oltremare Napoli)

Il terzo gruppo della Pro Loco

Il terzo gruppo della Pro Loco
Nel 1995 è stata la volta di Donato ALTOBELLI a portare avanti le tradizioni. Con il suo gruppo ha partecipato con successo per ben tre volte al sannio Mondial Folk, si èsibito in Piazza Duomo a Napoli in occasione della donazione dell'olio per la lampada votiva a S. Gennaro, è stato ammirato da un pubblico internazionale in occasione dell'inaugurazione del Parco Eolico IVPC "S.Luca", infine partecipò alla raccolta fondi per i bimbi della Bielorussia con uno spettacolo a S. Giorgio la Molara.
(foto : Spettacolo Piazza Med. d'Oro -Montefalcone)

Gruppo Baby Istituto Comprensivo Montefalcone

Gruppo Baby Istituto Comprensivo Montefalcone
Infine fu costituito, nell'ambito del progettom educativo-didattico "Storia di un cosatume" il gruppo folk Baby della scuola manterna di Montefalcone di Valfortore diretto dalle signore Gabriella CONTE e Chiara D'ALESSIO. Fra i vari spettacoli, effettuati dal gruppo baby, ci piace ricoprdare l'esibizione effettuata nella Piazzetta dei Miracoli di Collodi in occasione del concorso " Quale testimonianza di cultura popolare vorresti salvaguardare e come" riscuotendo l'applauso di grandei e piccini provenienti da tutti Italia e dall'estero,nonchè premiato con il Primo Premio Collodi.

Notizie sul Costume di Montefalcone

Notizie sul Costume di Montefalcone
Costume femminile di Montefalcone
Da Cirelli  “il Regno delle Due Sicilie scritto e illustrato”
Napoli 1853
Le donne di Montefalcone vestono in una maniera tutta speciale. Una camicia di filo di canape o di cotone un po’ soverchiamente scollata e guarnita di largo merletto, viene appuntata sul seno con bottoni di argento, o di filo lavorato, ovvero con un nastro di colore ordinariamente rosso. La gonna per lo più è di panno di lana, di colore blu, con 24 pieghe diagonali, ciascuna larga due pollici; un’altra piega poi ricinge il tutto all’intorno ,detta richippo, mezzo palmo all’ingiù della cintura. Il seno viene difeso da un corpetto attaccato alla gonna, della medesima roba di questa, che viene appuntato in mezzo alle spalle con apposito laccio, e sospeso alle scapole per mezzo di due strisce dello stesso panno. Maniche non molto lunghe né molto larghe vestono le braccia in tempo d’inverno, e sono queste ordinariamente di peloncino con guarnizione di fettucce nel davanti, attaccate al corpetto con due o tre nocche a piacere, e vestite in modo da non far rimanere celato quel tratto di camicia che  covre l’articolazione scapulo-omerale. Il lembo inferiore della gonna è guarnito di un nastro a cui segue in su un’altra fettuccia larga, più o meno galante secondo il gusto particolare. Portano nel d’avanti della persona, situato orizzontalmente, un pezzo di panno di lana ricamato dalle medesime donne del paese con figure e fiori di vario colore, largo più di mezzo palmo e lungo circa tre, coi capi pendenti dall’uno e dall’altro fianco. Dove questo finisce a’ lati, prende origine un pezzo di mussolina di oltre a due palmi di larghezza, che da destra passando verso pel tergo quasi ad arco ,viene affidato ad apposito nastro nel lato opposto. Questo vien detto da quelle donne pannazzo. Detti due ultimi ornamentinon appartengono alle zitelle, essendo distintivi delle donne che abbiano, o abbiano avuto marito. Possono anche adornarsene quelle zitelle che cui l’età molto avanzata abbia tolta ogni speranza di avere un marito, e queste vecchie vergini possono pure vestire le calze tinte con la robbia, come le maritate, mentre le zitelle debbono portarle bianche. Le scarpe di queste ultime sono ligate da lacci; quelle delle prime sono ornate di fibbie di ottone, o di argento. Una mantiglia di lana color verde cupo, larga tre palmi, lunga dai sei in sette covre la testa di tutte indistintamente. Altro distintivo poi delle maritate è la così detta carpia, di cui si adornano dal giorno dello sposalizio in poi. Consiste in un pezzo di legno della grossezza di un dito e della lunghezza di un palmo involto nelle trecce, e situato sul vertice da dritta a sinistra, coverto da una rete verde per tutti i giorni, e rossa nei giorni festivi,dentro di cui resta nascosto tutto il restante della chioma. Su tale apparato si sovrappone una certa tela di cotone imitante il velo crespo, larga due palmi, lunga tre ,guarnita di galanti merletti, e che serve come panneggio al capo. Questa precisamente è quella che chiamano carpia. Una lunga spilla ornata di geroglifici e di fiori di argento si conficca alla carpia da dritta a sinistra sopra l’occipite. Infine cingono una ligaccia di lana circa undici palmi lunga varia nel colorito, cui danno il nome di sarta. Questa, oltre il vantaggio di difendere la gonna dal fango, potendola con tal mezzo sollevare, serve ancora di guarentigia contro il genio immodesto del vento, o dà un certo finimento all’insieme degli ornati. Gli orecchini son quelli che ordinariamente dicesi a cerchione. Comincia pure l’uso di quelli a piramide. Ornano il collo delle così dette cannacche o di oro o di filo grano o di corallo. Gli anelli sono del gusto corrente…..

Vecchi filmati